Il significato del caso-Rai | Arturo Diaconale

5 Gennaio 2017
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Ma il Consiglio di Amministrazione della Rai avrebbe mai bocciato a stragrande maggioranza il piano editoriale di Carlo Verdelli se il Governo Renzi avesse vinto il referendum del 4 dicembre scorso e fosse rimasto in carica più forte che mai?

La risposta è fin troppo scontata. A dispetto delle valutazioni critiche sul progetto del giornalista scelto dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto per realizzare il progetto di innovazione dell’informazione dell’azienda radiotelevisiva pubblica, i componenti del Consiglio di Amministrazione della Rai espressi dai partiti di governo non avrebbero mai compiuto la bocciatura che ha portato alle dimissioni di Verdelli. Contro il piano si sarebbero espressi solo i consiglieri d’opposizione. E la partita si sarebbe conclusa con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario della minoranza. Né più né meno di come si è ripetuto più volte nel corso di un anno e mezzo durante il Governo Renzi. I consiglieri di maggioranza non avrebbero compiuto la rottura per non mettere in discussione una scelta qualificante del direttore generale come quella relativa al direttore editoriale. Il timore di poter essere accusati di usare il caso Verdelli per mettere il difficoltà Campo Dall’Orto e, in ultima analisi, lo stesso Governo, li avrebbe convinti della necessità di accettare anche un piano considerato inaccettabile. Da un punto di vista politico, quindi, il fatto che maggioranza ed opposizione si siano trovate d’accordo nel respingere il progetto preparato da Verdelli ha un significato fin troppo evidente. Caduto il Governo Renzi è caduto anche quel vincolo di solidarietà e di appartenenza che teneva uniti i consiglieri di maggioranza e che imponeva loro di difendere sempre e comunque l’operato e le scelte del governo e del suo massimo rappresentante in Rai, cioè il direttore generale-amministratore delegato. Non sbagliano, allora , quanti interpretano la vicenda che ha portato alle dimissioni di Verdelli come un segnale di sostanziale indebolimento di Campo Dall’Orto. Che non ha più la garanzia ed il sostegno del Governo Renzi e che non ha, almeno per il momento, una eguale garanzia ed un eguale sostegno dal Governo Gentiloni. Non è un caso che la tempesta si vada addensando sulla testa del capo-azienda della Rai. Che o trova una chiara e forte investitura da parte del nuovo Esecutivo o come unico fattore di forza rischia di avere l’esigenza da parte di Gentiloni di non essere costretto ad occuparsi anche dell’emergenza-Rai oltre di tutte quelle lasciategli in eredità dal predecessore.