La ragione di “VdG”

29 aprile 2015
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Una giustizia ingiusta ed un fisco rapinatore sono i fattori principali del declino e della crescente difficoltà di uscire dalla crisi.

Il movimento “Vittime della Giustizia e del Fisco”, che grazie all’impegno del senatore Giovanni Mauro è oggi rappresentato in Parlamento, è nato dall’esperienza di un anno di intensa attività del Tribunale Dreyfus. Nell’affrontare questioni legate alla tutela dei diritti umani e civili è emersa con chiarezza assoluta l’insofferenza crescente della maggioranza degli italiani nei confronti di uno Stato non più democratico, ma solo burocratico, che calpesta e tradisce il contratto sociale con i propri cittadini.

Questo Stato non riesce più ad assicurare sicurezza e stabilità. Produce servizi sempre più degradati e sempre più rivolti non ad assicurare il benessere dei cittadini, ma la sopravvivenza degli apparati burocratici e clientelari da cui vengono realizzati. E per finanziare le caste privilegiate che hanno occupato le istituzioni, impone una cappa di oppressione sull’intera società nazionale attraverso il peggiore sistema giudiziario europeo ed il più rapace e pesante sistema fiscale dell’intero Vecchio Continente.

È per questa ragione che il movimento “Vittime della Giustizia e del Fisco” non ha la caratteristica di un soggetto politico monotematico, ma è un’iniziativa rivolta a mobilitare i cittadini sulle due sole e grandi questioni da cui dipende il presente ed il futuro del Paese. Battersi per una giustizia giusta e per un fisco equo non è una battaglia di settore, ma rappresenta l’unica e più grande battaglia che, senza i condizionamenti ideologici delle tradizionali appartenenze partitiche, difende gli interessi reali e materiali dei cittadini e dell’intera comunità nazionale.

Una giustizia ingiusta ed un fisco rapinatore sono i fattori principali del declino e della crescente difficoltà di uscire dalla crisi. Un sistema giudiziario efficiente ed un fisco leggero costituiscono l’unica ricetta da applicare per invertire il declino e puntare sulla ripresa.

Quanti sono gli italiani colpiti direttamente o indirettamente dagli effetti perversi di una giustizia penale dominata dall’incertezza della pena e dalla casualità di un giudizio che spesso tracima nell’arbitrio? Quanti quelli che hanno subìto e subiscono la lentezza esasperante della giustizia civile e le bizzarrie di quella amministrativa? E quanti quelli che vengono bersagliati quotidianamente e ferocemente da un sistema fiscale fatto di infiniti balzelli che strappa annualmente a qualsiasi cittadino molto più della metà del proprio reddito?

La speranza di “Vittime della Giustizia e del Fisco” è di dare voce a questi cittadini. E di farlo non solo con la denuncia della condizione di sopraffazione a cui sono sottoposti gli italiani, ma anche con l’impegno diretto nella vita pubblica allo scopo di operare concretamente per le due grandi riforme da cui dipende la vita dei cittadini e la sopravvivenza del Paese: quella della giustizia e quella del fisco.

Le prossime elezioni regionali costituiscono l’occasione per compiere un test significativo del grado di rispondenza del corpo elettorale al nostro progetto. Le condizioni di questa sperimentazione sono le più difficili in assoluto. Il movimento è nato ufficialmente da due settimane ed è ancora sconosciuto. Le elezioni regionali, inoltre, sono da sempre il terreno privilegiato dei “padroni delle preferenze” e quello più ostico per il voto d’opinione. Infine, l’aver deciso di realizzare il test nella Regione Campania, dove il meccanismo delle preferenze è tradizionalmente dominante, moltiplica le difficoltà della sperimentazione.

Sono proprio tutte queste asperità, però, che aumentano il valore del test. Tanto più che la Campania è una delle regioni dove gli effetti perversi di un sistema giudiziario distorto in senso giustizialista e di un sistema fiscale oppressivo sono particolarmente presenti e devastanti.

Il nostro obbiettivo è di verificare il livello di sopportazione dei cittadini e se “Vittime della Giustizia e del Fisco” sia in grado di interpretare la loro richiesta di liberazione. Sulla base delle risposte che verranno da Napoli e dalle altre province campane stabiliremo i passi successivi. Che, comunque, saranno sicuramente rivolti ad alimentare la battaglia, a tutti i livelli, per la riforma della giustizia e del fisco. In linea ed a fianco con tutte quelle forze che condividono la nostra analisi e la nostra scelta di battersi per una nuova liberazione degli italiani.

In Campania abbiamo chiesto al Governatore uscente, Stefano Caldoro, il doppio impegno di migliorare le condizioni nelle carceri e di ridurre il carico fiscale di competenza della Regione. Le sue risposte positive alle nostre richieste e la sua storia di riformista e di garantista convinto ed affidabile ci hanno spinto ad essere al suo fianco. Con lealtà, ma in piena autonomia. Come si conviene a chi ha saldi valori di libertà!