Una Legge sulle Ong e la giustizia-arlecchino

1 Febbraio 2019
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Serve una legge. Che uniformi il comportamento delle procure rispetto alle navi delle ong. Perché i trafficanti di uomini e donne che fuggono dall’Africa hanno già mangiato la foglia da tempo. Se le navi delle ong arrivano a Siracusa possono contare sul sostegno dei magistrati della locale procura. Se invece il battello ha la ventura di arrivare nel porto di Catania, il rischio di un’azione giudiziaria ai danni della nave e del suo equipaggio diventa molto alto. Il caso della Sea-Watch 3 è fin troppo illuminante. Il Viminale ha chiesto che la nave si sposti da Siracusa a Catania, perché spera che il procuratore Zuccaro la ponga sotto sequestro. Ma il comandante dell’imbarcazione si sforza di trovare ogni genere di pretesto per non muoversi da Siracusa, dove ha trovato magistrati favorevoli all’accoglienza e contrari a qualsiasi provvedimento giudiziario ai danni dei migranti e di chi li porta in Italia.

Serve, dunque, una legge che uniformi il comportamento delle procure nei confronti delle navi delle ong. In modo da impedire che l’anarchia giudiziaria, ormai radicata nella penisola, possa essere sfruttata da chi vorrebbe trasformare il nostro Paese nel campo di concentramento dei profughi africani ed asiatici, capace di impedire che i flussi migratori arrivino nei Paesi del Nord Europa.

Naturalmente una legge sulle ong non basterà a debellare il fenomeno della giustizia-arlecchino, cioè della giustizia che si amministra a seconda del colore culturale, ideologico e politico dei singoli procuratori o pubblici ministeri. Ci vorrebbe una riforma complessiva della giustizia che renda uniforme, in ogni angolo della penisola, l’applicazione delle leggi, limitando la discrezionalità delle toghe allo stretto indispensabile. Ma partire dalla legge sulle ong, per cercare, almeno, di impedire le sicure furbizie di chi si nasconde dietro lo spirito umanitario, allo scopo di trasformare l’Italia nello Stato-cuscinetto destinato a preservare i Paesi nordici dal problema dell’immigrazione incontrollata, sarebbe sicuramente un buon inizio.