Gli utili sciocchi che lavorano per Salvini

1 Luglio 2019
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La Chiesa evangelica che finanzia la Sea-Watch lo dovrebbe sapere. Così come non dovrebbero ignorarlo quei vetero-catto-comunisti italiani che hanno straformato la “capitana” Carola Rackete nell’eroina da contrapporre al “truce capitano” (spopola la definizione di Matteo Salvini fatta da Giuliano Ferrara in un empito di ritorno al passato togliattiano) in nome dei diritti umani calpestati da un sovranismo che fa tanto rima con fascismo e serve a ripercorrere schemi politici mai dimenticati per mancanza di capacità d’innovazione.

Costoro dovrebbero ben conoscere il santo proverbio che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. E rendersi conto che la levata di scudi contro Salvini, l’appello alla disobbedienza civile in nome della suprema difesa dei valori umani, la demonizzazione furibonda del vicepresidente leghista ed il frenetico riutilizzo di tutto l’armamentario dialettico della propaganda progressista del secolo passato aggiornato con il livore ottuso del politicamente corretto del presente, ha come unico risultato l’aumento dei consensi della Lega da parte di una larga maggioranza dell’opinione pubblica del Paese.

Se non ci fosse una “capitana” in preda a protagonismo umanitario di stampo paranoico, Salvini se la dovrebbe inventare. Se mancassero i deliri di Roberto Saviano, gli insulti di Adriano Sofri, le smaccate strumentalizzazioni degli esponenti del Partito Democratico alla disperata ricerca di una qualche ragione per giustificare la loro sopravvivenza politica, il vicepresidente del Consiglio sarebbe costretto a pagare qualche avversario di comodo per continuare ad essere il mattatore della scena politica italiana e anche europea.

Invece gli utili sciocchi esistono, compresi quei responsabili politici tedeschi, francesi ed addirittura lussemburghesi che avendo sbagliato da decenni le loro strategie sull’immigrazione o avendo come sola preoccupazione quella di tutelare il proprio paradiso fiscale, pretendono di dare lezioni al Paese che non può diventare un Paese equivalente alla Turchia di Recep Tayyip Erdoğan senza neppure beneficiare degli aiuti della cancelliera Angela Merkel.

Tutti questi sciocchi lavorano sodo per Salvini. Trasformandolo nell’asso pigliatutto di una maggioranza di opinione pubblica che non ama le sue pose truculente, ma che di fronte alla forsennatezza di un fronte vetero-catto-comunista politicamente corretto è pronto a turarsi il naso pur di non cadere dalla padella alla brace.