La confusione della sinistra, il vuoto di Forza Italia

3 Luglio 2019
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Carlo Calenda vuole riformale il liberismo applicando a questo processo di riforma e di rinnovamento il “metodo Bad Godesberg”, che venne usato dai socialisti tedeschi per rimuovere il loro antico marxismo-leninismo e convertirsi alla socialdemocrazia.

Ma si può imitare il socialismo per innovare il liberismo? E la proposta di Calenda è il segno della confusione di un personaggio che probabilmente conosce poco sia il socialismo che il liberismo ma si sente predestinato ad un ruolo comunque da leader su qualunque possibile versante politico nazionale ed internazionale?

Ironizzare sul misto fritto dottrinario di Calenda è, però, come sparare sulla croce rossa. E lo stesso vale per quanto riguarda il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che, pur avendo alle proprie spalle una storia di tecnico occasionalmente imprestato alla politica, ha preso talmente gusto alla sua attuale attività da lanciare una sfida a tutti i dirigenti del Partito Democratico candidandosi a diventare il leader di un partito progressista caratterizzato da un maggiore radicalismo riformista ed ambientalista.

Ma guardare con distacco critico la sortita di Calenda che vuole creare un centro da affiancare al Pd e quella di Sala che vuole spostare a sinistra lo stesso Partito Democratico per precostituirsi un futuro da grande capo progressista, non può far ignorare che tanti fermenti non sono solo una conferma della confusione esistente a sinistra. Sono anche un segno, sia pure contraddittorio, di vitalità. Quella vitalità che è invece totalmente assente sul fronte di quella parte del centrodestra che fino a questo momento continua ad essere rappresentata da Forza Italia.

Intendiamoci, il fermento in casa forzista non manca. Anzi, sovrabbonda. Ma non è rivolto a promuovere una qualche revisione del pensiero liberale, riformatore o cattolico-liberale. O a stabilire che una nuova Forza Italia dovrebbe collocarsi più a destra, più al centro e, magari, più a sinistra. E rivolto esclusivamente a risolvere le questioni di posizionamento personale dei vari esponenti di punta del partito berlusconiano. Con Toti o contro Toti? Con la Carfagna o contro la Carfagna? Con la Gelmini o contro la Gelmini? Al posto delle idee, anche se confuse, le persone.

Qualcuno se la sente di avanzare un qualche pronostico diverso dall’implosione per la sorte di Forza Italia?