M5S e Pd, la costola e l’egemonia

2 Settembre 2019
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Una volta era la Lega ad essere una costola della sinistra. Ma adesso la vecchia affermazione di Massimo D’Alema è diventata un interrogativo che non riguarda il partito di Matteo Salvini ma le due forze politiche che si accingono a formare un governo guidato da Giuseppe Conte, l’ex premier del passato governo giallo-verde pronto a presiedere un governo giallo-rosso affermando di non essere un “uomo per tutte le stagioni”.

Il quesito che riguarda Pd e Movimento Cinque Stelle è chi sia la costola dell’altro. È la sinistra tradizionale che è destinata a diventare una componente sempre più minoritaria e marginale della sinistra dei tempi nuovi rappresentata dal movimento grillino? Oppure è il Movimento Cinque Stelle che si accinge ad essere fagocitato da un Partito Democratico assolutamente convinto di poter uscire dalla propria crisi solo svuotando il proprio alleato dalla sinistra che ha in sè?

La partita sui ministeri e sulle vice presidenze del Consiglio non si gioca solo sui nomi e sulle ambizioni personali ma sulla risposta che i due alleati in competizione danno a questo interrogativo. Luigi Di Maio sarà pure un arrogante giovinotto deciso a non perdere una sola oncia del grande potere raggiunto nell’anno passato. Ma la sua motivazione di fondo è quella di dare vita ad un governo che fin dalla sua nascita stabilisca in maniera evidente che la sinistra tradizionale è destinata ad essere egemonizzata da quella nuova. A sua volta il segretario del Pd Nicola Zingaretti, in questo sostenuto dall’intero partito, non ha alcuna intenzione di trasformare la sinistra nella sussistenza dei cinque stelle e punta a ribadire che l’unica costola in circolazione è quella del M5S.

In questo quadro di assoluta chiarezza l’unico elemento ambiguo è rappresentato da Giuseppe Conte, che si dice di sinistra ma evita accuratamente di chiarire a quale delle due sinistre appartenga.

Vogliamo scommettere, vista la sua capacità camaleontica di passare dal verde-giallo al giallo-rosso, che scioglierà l’ambiguità quando avrà scoperto quale sarà  la sinistra vincente?