Il Dio di Grillo che non conosce la storia

30 Agosto 2019
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Il paradosso è che mentre il governo del Conte-bis nasce con il proposito di cancellare definitivamente il maggioritario e riesumare il sistema proporzionale dopo aver tagliato il numero dei parlamentari, il Partito Democratico sogna di tornare all’antico bipolarismo, quello della Seconda Repubblica, mettendosi ovviamente a capo del polo della sinistra allargato al Movimento Cinque Stelle.

C’è chi dice che in realtà Nicola Zingaretti voglia riesumare il proporzionale a  livello nazionale e ritornare al bipolarismo classico a livello regionale dove si vota sempre con un meccanismo di tipo maggioritario. Ma questa precisazione è solo una foglia di fico della vocazione egemonica dei post-comunisti convinti che la nascita del governo giallo-rosso li mette in condizione di tornare ad essere non solo l’asse portante dell’esecutivo ma anche la forza egemone di una sinistra di cui i grillini non sono altro che un gregge disperso da riportare all’ovile.

È evidente che, quando Grillo ha parlato con Dio ricevendone l’indicazione a sostenere Conte e l’alleanza tra M5S e Pd, non ha avuto alcuna raccomandazione al riguardo. Si vede che il Dio di Grillo non conosce la storia di quello che una volta si autodefiniva l’avanguardia dei lavoratori ed ignora totalmente che di questa forza politica l’unico e solo tratto identitario che non ha subito modifiche e trasformazioni nei decenni è proprio la sua vocazione egemonica nei confronti dell’intera sinistra.

Ma se Grillo non è stato messo in guardia dal proprio Altissimo sull’argomento, è probabile che all’interno della galassia grillina ci sia qualcuno in grado di riconoscere il pericolo a cui va incontro mettendosi sotto braccio di un compagno di strada così ingombrante e prepotente.

La sorte del Conte-bis dipenderà da questi “qualcuno” e dalla loro capacità di far comprendere al popolo grillino (non ai parlamentari che hanno evitato le elezioni anticipate e sono tutti contenti di poter continuare a contare sullo stipendio) che l’alleanza con il Pd comporta il rischio di estinzione politica del M5S.

Naturalmente nessuno può escludere che il Dio di Grillo lo abbia convinto che “meglio post-comunisti che morti”. Ma quel Dio, si sa, non conosce la storia!