La partita delicata di Matteo Salvini

11 giugno 2018
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Più che di gradimento si dovrebbe parlare di curiosità. Quella che una larga maggioranza di italiani, formata non solo da elettori leghisti e pentastellati ma anche da larghi settori dei partiti del centrodestra rimasti all’opposizione, manifesta nei confronti del governo giallo-verde. Questa curiosità non è per l’inedita combinazione cromatica e politica della coalizione governativa, dove verdi e gialli dalle idee sostanzialmente opposte convivono in singolare equilibrio. Lo è per quanto il governo saprà realizzare concretamente nel corso dei prossimi mesi in termini di misure, provvedimenti, scelte in grado di indirizzare il Paese verso un futuro diverso dal passato recente.

In questa curiosità c’è una dose di benevolenza fondata sulla speranza che un qualche cambiamento si possa effettivamente realizzare. Ma c’è anche una grande dose di concretezza non priva di cinismo, tipica di una società provvista di una storia così piena di insegnamenti da far misurare la validità delle mutazioni politiche solo dai risultati reali da esse prodotte.

Questo sentimento di attesa non pregiudizialmente ostile di larga parte dell’opinione pubblica nazionale mette in condizione il governo di partire nelle migliori condizioni. Ma i primi provvedimenti influenzeranno pesantemente queste condizioni. E se non saranno in grado di fornire l’impressione di essere all’altezza della attese, la strada dell’Esecutivo non sarà più in discesa ma diventerà ripida e accidentata.

Questa luna di miele tra governo e maggioranza del Paese è favorita dalla oggettiva difficoltà del Partito Democratico di dare vita a una opposizione autorevole. La sinistra, non solo quella italiana ma anche quella europea e americana, si è troppo identificata con i poteri dominanti nell’Era della globalizzazione finanziaria per poter tornare in tempi brevi a rappresentare gli interessi dei ceti popolari. Ha bisogno di tempo per mutare pelle e rigenerarsi e questo assicura tranquillità al governo giallo-verde.

Lo stato di paralisi in cui versa Forza Italia potrebbe portare a una identica conclusione. Invece la durata della luna di miele del governo si gioca proprio sulla capacità di assicurare quella parte dell’elettorato di centrodestra non leghista che le sue esigenze, attese e richieste non verranno tradite. La partita di Matteo Salvini si gioca tutta su questo terreno. Può vincerla, ma solo se non rinuncia a rappresentare la “maggioranza silenziosa”.