Renzi, l’uomo solo in regia

17 Settembre 2019
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Da segretario del Partito Democratico Matteo Renzi si accinge a diventare il Presidente del Consiglio-ombra del Conte-bis. All’ex Premier bastano meno di dieci  senatori per diventare il vero padrone dell’esecutivo giallo-rosso da lui così efficacemente promosso e sostenuto.

Chi pensa che Renzi non avrà mai interesse a tirare la corda al collo del Conte-bis fino a strozzarlo, ha ragione nel tempo breve. Nei prossimi mesi è certo che l’artefice dell’ennesima scissione del Pd si porrà come primo sostenitore e puntello dell’attuale coalizione governativa. Non fosse altro perché ci sono più di cinquecento nomine nelle società pubbliche da decidere ed il capo del vecchio “giglio magico”, da padrone effettivo del governo, vuole la sua parte sapendo bene che solo conquistando posizioni di potere reale potrà rinforzare il proprio partito. Ma passata la grande abbuffata e, magari, nel bel mezzo delle spartizioni e proprio per aumentare il proprio peso e rivendicare più posti, Renzi dovrà necessariamente incominciare a caratterizzare politicamente la propria formazione. E se vuole posizionarsi al centro della scena politica ed in questo modo intercettare spezzoni di Forza Italia e diventare il punto di aggregazione di tutti gli sbandati della galassia centrista, dovrà necessariamente porsi come il primo e più deciso critico nei confronti del Movimento Cinque Stelle e di un Pd sempre più sbilanciato a sinistra.

Non è detto che le critiche debbano sfociare rapidamente in rottura. Renzi farà saltare il governo di cui si accinge a diventare il dominus solo e quando avrà consolidato il suo partito e riterrà conveniente andare alle elezioni. Ma quale vita può avere un esecutivo che ha una bomba ad orologeria piazzata sulla testa pronta a scoppiare a scelta esclusiva di un personaggio imprevedibile come il rancoroso fiorentino?

La domanda va girata a Nicola Zingaretti, che in nome dell’unità del Pd ha deciso di evitare le elezioni con cui avrebbe potuto liquidare una volta per tutte il renzismo e che oggi si ritrova con il partito lacerato da una scissione fin troppo annunciata. Va presentata, con tutto il rispetto possibile, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha formalmente applicato la Costituzione fornendo a Pd e M5S il tempo necessario per formare il governo ma che, nella sostanza, è stato ben felice di assicurare questi tempi e scongiurare una tornata elettorale anticipata destinata a concludersi con la vittoria del centro destra. E va rivolta a tutti i grandi sponsorizzatori del Conte-bis, dal Papa alla Ue, che hanno fatto di tutto per evitare il rischio che Salvini diventasse l’uomo solo al comando ed ora si ritrovano con un governo super-precario e con Renzi diventato l’uomo solo in regia!