Una velina per cancellare l’emergenza

28 Febbraio 2020
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Per evitare il governo d’emergenza non c’è altra strada che negare l’emergenza. Ed ecco che ora si declassa il coronavirus ad influenza stagionale rafforzata, si cambia criterio di calcolo dei casi stabilendo che vanno registrati solo quelli conclamati dopo il ricovero in ospedale e non i ricoverati in attesa di accertamento, non vanno presi in considerazione gli autotutelati che si sono messi in quarantena autonomamente e di cui non si sa praticamente nulla (in Toscana sono quasi novecento) e  si fa scattare la campagna tesa a riportare il paese ad una normalità che riduca il suo isolamento internazionali e faccia ripartire la produzione nelle zone rosse del paese.

Sostituire l’emergenza con la normalità è un atto sacrosanto. Che, però, va realizzato nei modi e nei tempi giusti e, soprattutto, non può avere come motivazione di fondo quella di allungare a dismisura la vita del governo Conte-bis.

Il modo e la tempistica con cui l’attuale esecutivo ha avviato l’operazione del ritorno alla normalità sono totalmente sbagliati. Passare nel giro di ventiquattro ore da un eccesso di allarme ad un eccesso di minimizzazione risponde alla logica da Grande Fratello tv della gestione dell’immagine del Premier ma è un atto politico segnato da totale irresponsabilità. Non si può bombardare l’opinione pubblica nazionale ed internazionale da messaggi contraddittori ma sempre e comunque esasperati. Il risultato è devastante. Perché mette in evidenza come la preoccupazione principali di chi diffonde questi messaggi non è la salute e la ripresa del paese ma la tenuta in vita di un governo che pretende di sopravvivere alla propria debolezza sfruttando l’occasione offerta dal coronavirus.

Conta poco che questa accusa possa essere rivolta contro i nemici personali di Conte, cioè contro i due Mattei ormai bollati come quelli che hanno stretto un patto per strumentalizzare l’emergenza del coronavirus per sbarazzarsi del detestato “Giuseppi”. Una strumentalizzazione vale l’altra. Con la differenza che quella dei due Mattei è per fare secco un governo debole e contraddittorio mentre quella di Conte (e Casalino) è diretta a tenere in piedi proprio un esecutivo che, pur essendo debole e contraddittorio, esercita un potere che provoca danni al paese.

Il buon senso vorrebbe che l’emergenza non venisse eliminata con una velina ai media compiacenti. Ma il buon senso è come il vaccino contro il coronavirus. Non c’è!