L’emergenza coronavirus e quella democratica

5 Marzo 2020
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I moralisti da stato etico hanno stabilito che in tempo d’emergenza ogni polemica nei confronti del governo va bandita in quanto diretta al tornaconto personale e non al supremo interesse del paese. Secondo loro è un peccato di estrema gravità criticare l’esecutivo, un peccato di egoismo personale e di partito. E calcolare se il coronavirus sia destinato ad allungare o ad accorciare la vita del Conte-bis costituisce un atto irresponsabile che mette a rischio la tenuta delle istituzioni e della stessa società italiana in un momento di gravissimo pericolo.

Ma chi pensa che l’emergenza, qualunque essa sia, debba imporre concezioni e comportamenti da stato etico non tiene conto che in un sistema democratico non è e non può essere il governo ad essere unico interprete e depositario dell’interesse nazionale. In democrazia, infatti, l’esecutivo ha il compito di governare ma lo può fare sempre sotto il controllo di una opposizione che ha come ruolo istituzionale proprio quello di controllare e denunciare gli eventuali errori di chi è stato posto da una maggioranza parlamentare alla guida del paese.

Non solo è giusto, quindi, che in una fase d’emergenza le opposizioni marchino stretto il governo contestando le sue eventuali carenze. È addirittura indispensabile che questo avvenga per impedire che in nome dell’emergenza il sistema perda la sua natura democratica ed assuma quella di uno stato assolutista e totalitario in cui venga fissata l’infallibilità del detentore del potere e la criminalizzazione dei dissidenti colpevoli di peccato di egoismo.

Se si calano queste banali considerazioni sull’ordine del “ Tutti a casa” proclamato dal governo non diventa difficile rispondere al dilemma posto dalle posizioni del moralisti etici se sia giusto o sbagliato criticare Giuseppe Conte ed i suoi ministri.

Se non ci fossero le polemiche, le critiche e le contestazioni al modo scelto dall’esecutivo per drammatizzare al massimo livello l’emergenza del coronavirus, bisognerebbe seriamente preoccuparsi per la tenuta del sistema democratico. E se non venisse sollevato il problema della inadeguatezza dell’attuale esecutivo a guidare in paese in questa fase difficile, bisognerebbe porsi seriamente il problema se la degenerazione totalitaria voluta dai moralisti etici non sia ormai giunta ad un passo dal suo traguardo.

L’emergenza non è solo il coronavirus. È anche essere costretti a sollevare una questione del genere!