La pericolosa paranoia antifascista di massa | Arturo Diaconale

7 Dicembre 2017
pericolosa-paranoia-antifasciasta-massa.jpg
Il problema non è il fascismo risorgente, ma la paranoia antifascista dilagante.

Il primo si manifesta con pochi episodi isolati ad opera di qualche nostalgico disturbato o di qualche provocatore in cerca di facile notorietà come il giocatore che esibisce una maglietta con l’aquila della Rsi dopo aver segnato un goal alla squadra di Marzabotto o come la coppia che esegue un incomprensibile saluto fascista in chiesa. Ma la sindrome da paranoia antifascista è molto più grave del fenomeno contro cui si manifesta. Perché è spinta dai media politicamente corretti decisi a trasformarla nella solita arma elettorale di una parte della sinistra e, per questa ragione, è destinata a diventare una sindrome di massa che crea un clima di tensione ingiustificata ma estremamente pericolosa nel Paese.

Questa paranoia ha esempi folgoranti. Scambiare una bandiera della Marina Guglielmina, quella dei sommergibili tedeschi della Prima guerra mondiale, per una bandiera nazista, non è solo un segno di ignoranza ma è una testimonianza di psicosi. Grazie alla campagna mediatica in atto si vedono nazifascisti in ogni angolo. Nelle periferie delle grandi città dove è in atto non la rinascita delle squadre d’azione, ma la guerra dei poveri tra residenti disperati e immigrati carichi di disperazione addirittura maggiore. O nei campi di calcio, dove i fischi dei tifosi napoletani a Gonzalo Higuaín non vengono considerati razzisti solo perché il giocatore spagnolo è inguaribilmente e totalmente chiaro di pelle e dove ogni protesta contro il fallo o l’irruenza di un giocatore di colore diventa un reato da squalifica del campo.

La sindrome psichiatrica produce effetti deliranti. Come la proposta del certificato antifascista che in alcuni comuni della Toscana si dovrebbero esibire preventivamente prima di ottenere l’autorizzazione a manifestare in piazza. Ma su fenomeni del genere c’è poco da ridere. Perché chi ha un minimo di memoria storica ricorda che una semina di odio simile a questa si è già avuta nel passato e ha prodotto gli Anni di piombo. Quando la paranoia diventa di massa non ci si può stupire se qualcuno si mette a pensare che non sarebbe male prendere Matteo Salvini e farlo processare dalle Brigate Rosse!