Sull’Iva Conte come Maduro

27 Settembre 2019
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Il governo nato ufficialmente per evitare l’aumento dell’Iva si accinge ad intervenire  scegliendo fior da fiore i prodotti su cui l’Imposta per il Valore Aggiunto dovrà salire dal 10 per cento al 22 per cento. In questo modo Giuseppe Conte e tutti quelli che hanno voluto il governo giallo-rosso per evitare l’aumento dell’imposta potranno gloriarsi di aver raggiunto il risultato promesso ma l’Iva non aumentata nel suo complesso nasconderà tante Iva aumentate alla faccia di tutte le assicurazioni date all’opinione pubblica del paese.

La faccenda non è solo una autentica truffa ai danni dei cittadini, ma è anche una operazione destinata a provocare una serie di danni alle aziende dei prodotti sottoposti all’aumento dal 10 al 22 per cento ed una colossale distorsione del mercato interno.

I prodotti con l’Iva dimezzata saranno favoriti mentre quelli con l’Iva al 22 saranno duramente penalizzati.  Ma quale sarà il criterio con cui si stabilirà chi premiare e chi colpire? E chi sarà l’artefice di queste scelte?

Rispondere a tali quesiti al momento è impossibile. Si può ipotizzare che uno dei criteri potrà essere quello della demagogia ambientalista tanto in voga tra grillini gretini e cattolici integralisti. E gli altri criteri? Sulla base di quale regola verrà deciso quale settore bastonare e quale privilegiare? Si applicherà il principio della decimazione o quello del privilegio per gli amici e della aggressione per i nemici?

Se questa è la “svolta epocale” annunciata dal Presidente del Consiglio durante il suo recente viaggio a New York, bisogna incominciare a temere sulla natura democratica dell’attuale governo giallo-rosso. Nessuno nega la grande difficoltà di evitare un aumento generalizzato dell’Iva e mettere in piedi una manovra economica in grado di essere accettata dai tutori europei dell’esecutivo.

Ma tutte le difficoltà esistenti non possono giustificare i giochi delle tre carte, le truffe ammantate ipocritamente da motivi etici e le bastonature di aziende e di settori che non godono del consenso politicamente corretto ma che danno lavoro a larghe fasce di cittadini.

La misura da una, dieci e cento Iva diverse è da regime autoritario. Conte come Maduro?